RICICLO & RIUSO

CORRIAMO AL RIPARO...

Categoria // Studi & Tendenze, Economia

...di quanto prima buttavamo via con - diciamocelo – superficiale negligenza. Il frullatore? Il soprabito? Si aggiustano o si ricomprano usati. Le piccole sartorie spuntano come funghi e riappare perfino qualche ferramenta con laboratorio riparazioni annesso.

CORRIAMO AL RIPARO...

In principio fu l'Olanda e Amsterdam in particolare. Nella Venezia del Nord il comune pubblica La Guida del riciclaggio che informa i cittadini su argomenti quali lotta al bio-spreco, riuso, merci usate e informazioni sulla riparazione di elettrodomestici. Per necessità o per una maggiore sensibilità ecologica, anche in Italia il fenomeno comincia a diffondersi e i numeri sono imoportanti.


Il solo recupero di ciò che è valutato a torto inutilizzabile ci farebbe risparmiare 11 miliardi all'anno, altro che spending review.

Fare economia diventa allora qualche cosa di più di un modo di dire: diventa realizzare un'economia basta su una diversa scala di priorità educative e procedure concrete, a partire dai cittadini e dai nuclei familiari. Forse è tempo di dare concretezza a una materia che una volta si insegnava a scuola: l'economia domestica promossa a economia nazionale.


Se la necessità sostiene i negozi di sartoria nelle zone popolari, per altri fa premio la responsabilità verso l'ambiente o il gusto per una nuova tendenza moda vera e propria.

In rete (specchio per eccellenza dei nuovi scenari di consumo) si trovano siti che propongono riparazioni per rimettere a nuovo i capi, specie per un'occasione importante. Così si riesce a fare bella figura e a essere trendy con un modello personalizzato per stile e taglia, soprattutto nel caso di abiti vintage che magari non ci stanno più.

Soprattutto nel settore degli elettrodomestici l'opzione riparazione (che prima non esisteva) è presa in seria considerazione anche a costo di spendere qualche cosa di più. L' Are, Associazione riparatori elettrodomestici, rileva che nel 2011 solo un cliente su venti accettava un preventivo per la riparazione, mentre adesso si spendono anche 250 euro a fronte di un elettrodomestico che ne vale 400.

Ad Amsterdam, da cui siamo partiti, sono in voga – come un molte parti d'Europa – café reparation, dove ci si scambiano gratuitamente informazioni e consigli su come riparare gli oggetti fino a ieri considerati irrimediabilmente da buttare e in alcune città, vicino alle isole ecologiche comunali, sorgono spazi dedicati al riuso.


In Italia è attiva Remade in Italy, un'associazione riconosciuta senza scopo di lucro fondata nel 2009 che promuove, a livello nazionale e internazionale, i prodotti "made in Italy" derivanti dal riciclo.


I prodotti sono contraddistinti da un marchio che contiene le informazioni sulle caratteristiche di sostenibilità ambientale del prodotto, in termini di risparmio di materie prime, riduzione di consumi energetici e contenimento delle emissioni di CO2. Il marchio Remade in Italy evidenzia le valenze ambientali del materiale/prodotto ed è caratterizzato dall'assegnazione di una classe, in base alla percentuale di materiale riciclato/da riuso presente.

Maddalena Vantaggi, creatrice con due colleghe dell'università di Venezia del progetto "Rifiuti con affetto" viene invece incontro a chi non riesce proprio a separarsi dalle cose per motivi affettivi e, come nei racconti di Andersen, sente che anche alcuni oggetti hanno un'anima. Ha creato così un cassonetto-vetrina che chiunque può aprire per prendere un oggetto e/o lasciarne uno a sua volta. Un modo gentile per riciclare un sentimento.

www.remadeinitaly.it

Beatrice Riganti
Lunedì, 16 Luglio 2012

Condividi:

blog comments powered by Disqus