L'ESERCITO DEGLI ECO-AVVOCATI
Nel 2010 si sono verificati 30.824 reati ambientali accertati, 84 al giorno, 3,5 ogni ora, per un fatturato complessivo stimato 19,3 miliardi di euro. É il quadro che emerge dal rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, che registra un aumento dei reati ambientali del 7,8% rispetto al 2009. I dati raccontano di 2 milioni di tonnellate di spazzatura (per limitarci a questo comparto, ma i reati ambientali sono di diversificatissima natura) sequestrata in 12 delle 29 inchieste per traffico illecito di rifiuti avviate nel corso del 2010. Ma gli eco avvocati si stanno attrezzando e cominciano a riscuotere la fiducia dei cittadini.

Ci sono voluti non pochi anni, ma ora le istanze legate alla sostenibilità ambientale sono state finalmente riconosciute e diventate addirittura prioritarie: tanto da accorgersi che nel nostro Paese i reati ambientali sono all’ordine del giorno (se non del minuto) da Nord a Sud.
Assieme alle associazioni come WWF o Legambiente, adesso scendono in campo gli eco-avvocati. “Toghe verdi” che si fanno carico di una mole di lavoro sempre più impressionante, tanto da essere costretti a chiedere aiuto ad altri colleghi o a chiunque sia sensibile alle problematiche dei reati ambientali.
Non si tratta, infatti, solo dei grandi processi (come quello recentissimo relativo all’avvelenamento da amianto dell’Eternit di Casale) o della cronaca, come nel caso della Concordia. Si tratta di migliaia di storie piccole e medie, dal Veneto alla Sicilia, che quasi sempre vedono contrapposti i normali cittadini agli interessi di amministratori pubblici e privati, aziende, multinazionali, clan delle ecomafie e via elencando. Nonostante l’aumento di attenzione su queste tematiche, i dati dicono che il 2010 è stato l’anno nero degli eco-reati ambientali, tanto che nei tribunali il numero dei nuovi “eco-avvocati è balzato a trecento”, contando solo quelli del WWF.
Gli "eco-avvocati", specializzati esclusivamente in diritto ambientale, tendono a occuparsi di tutte quelle richieste a cui non possono far fronte gli studi legali tradizionali. Sono generalmente giovani e appassionati, laureati a pieni voti e instancabili. Qualche volta lavorano gratis e si prendono il lusso di rifiutare i clienti “non virtuosi”, che non rispettano, cioè, precisi paletti etici, specialmente riguardo alla sostenibilità ambientale. In Italia non ce ne sono ancora pochi, sebbene il loro ruolo stia diventando sempre più importante perché, oltre alla grandi battaglie in cui si impegnano, possono offrire assistenza in caso di sanzioni e nell’avvio di progetti nel settore fotovoltaico ed eolico.
I “nostri” ogni anno si impegnano in mille ore al servizio della società civile, con oltre 250 udienze (nel 2010, fonte WWF). Il bilancio contro i crimini ambientali conta centinaia di penalisti e civilisti che dal 1986 a oggi si sono battuti almeno una volta contro l’illegalità ambientale in oltre 2.000 giudizi in cui l’associazione ha preso parte. Sergio Cannavò, uno dei responsabili del settore legale di Legambiente, ha raccontato a La Stampa di Torino che “gli eco-avvocati spaziano in tutti i settori: dagli abusi edilizi al maltrattamento degli animali. E poi traffici di rifiuti ed ecomostri. Sono presenti in tutto il Paese con centinaia di circoli. Il campanello d’allarme sono le grandi infrastrutture e i piani regolatori delle amministrazioni locali. E in un contesto normativo assurdo, visto che le leggi, a volte, vengono cambiate durante i procedimenti".
La lotta all’inquinamento e ai reati ambientali intrapresa da comitati e associazioni di cittadini ha trovato, quindi, l’appoggio di alcuni coraggiosi “investigatori togati” che sono diventati protagonisti di importanti battaglie ambientali, riuscendo ad arrivare “là dove nessuno si era mai spinto prima” come recitava Star Trek, contrastando il comportamento arrogante di chi, per incoscienza o per dolo, ha stravolto la vita di molte persone e territori.
Stefania Divertito, giornalista ambientale originaria del napoletano dove sono spesso all’opera le ecomafie nazionali e internazionali, ha raccolto in un un blog tutte queste battaglie. Le più emblematiche le ha raccontate in “Toghe Verdi”, edito da Edizioni Ambiente nella collana d’inchiesta “Verdenero”.
Dal libro apprendiamo che fiore all’occhiello per l’efficienza investigativa sono risultate le procure di Torino, Roma, Firenze, Padova, Cagliari mentre altrove le lungaggini burocratiche hanno finito per insabbiare il grido d’aiuto di molti cittadini. Ciò che appare inderogabile è la proposta del procuratore di Torino, Raffaelle Guariniello, di creare una Superprocura ambientale nazionale che si faccia carico di queste situazioni che spesso richiedono competenze specialistiche e tecniche del tutto particolari. A parte quelli legati alle associazioni ambientaliste, tra gli studi che si occupano di tematiche ambientali c'è P&S Ecoavvocati di Milano, una "law firm" nella quale, come spiega l'avvocato Vincenzo Solenne, "si cerca soprattutto di fare network per fornire il miglior servizio possibile ai clienti", fornendo l'assistenza di un commercialista in sede e stabilendo rapporti importanti con altre figure professionali, come gli ingegneri per l'ambiente e il territorio, direttamente coinvolte nella realizzazione dei progetti.
www.togheverdi.wordpress.com
www.ecoavvocati.com
http://www.legambiente.it/legambiente/osservatorio-nazionale-ambiente-e-legalit%C3%A0
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