EXPO 2015

NUTRI-MENTI

Categoria // Nuove Frontiere, Economia

«Dobbiamo dire: signori, da domani si ricomincia, partendo dalla consapevolezza che siamo diventati poveri. E cosa c'è di meglio della terra per simboleggiare quello che abbiamo perduto e dobbiamo rimettere al centro di un progetto di futuro?».

NUTRI-MENTI
Queste parole le ha pronunciate Ermanno Olmi in un'intervista a Giangiacomo Schiavi pubblicata sul Corriere della Sera.

Già nello scorso settembre in un editoriale MeglioPossibile aveva fatto proprie le parole del grande regista lombardo, intervenuto a Scenari Immobiliari a Santa Margherita, un importante appuntamento annuale che raccoglie il gotha del mondo immobiliare italiano ed estero.

Anche in quel contesto aveva parlato di acqua, di aria, di zolla e di "muffa", come solo un poeta sa fare, e come solo un artista sa declinare tornando a battere sul tasto della povertà e della terra per concludere che ostentare la ricchezza e lo spreco sono i veri peccati contemporanei.

Nell'intervista di questi giorni Ermanno Olmi fa un paragone tra la crisi odierna e il Dopoguerra per affermare la necessità di ripartire sfidando difficoltà obiettive e comportamenti individuali inquinati dal feticcio del denaro adorato anche sotto la Madonnina.

Expo 2015 dovrebbe dunque essere oggetto di un manifesto contro la "dittatura dello spreco" che recuperi la saggezza della civiltà contadina che in Lombardia ha buone e profonde radici.

In un recente convegno in Triennale Massimo Montanari, docente di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, dove insegna anche Storia dell'alimentazione aveva parlato di rivincita dei contadini.

La cultura italiana ha avuto, nei secoli, un rapporto difficile con il mondo delle campagne, guardato spesso con sospetto dalla società cittadina. Nel XX secolo il mondo rurale è stato sul punto di estinguersi, ma oggi conosce una rinnovata vitalità e (soprattutto) un nuovo prestigio anche a livello di immagine.

Nutrire il pianeta - come recita il tema portante dell'evento milanese del 2015 - significa anche ricostruire un corretto rapporto con l'alimentazione, sia per il primo mondo, sia per il mondo degli ultimi.

Non dobbiamo infatti dimenticare che l'alimentazione, oltre al problema dell'equità sociale è soprattutto un problema di salute. Abbiamo sotto gli occhi alcuni paradossi: in passato i ricchi erano obesi e i poveri erano magri, e sofferenti di disturbi legati a carenze nutrizionali, perché gli uni mangiavano troppo e gli altri troppo poco. Oggi, paradossalmente, l'obesità dilaga soprattutto tra i poveri e si accompagna, nonostante gli eccessi alimentari, a carenze nutrizionali.

Infatti la povertà (reale e culturale) porta al consumo di alimenti di basso costo e molto di questi, sia per i metodi di produzione agricola sia per la trasformazione industriale impiegati, risultano essere di scadente qualità. I dati scientifici di cui disponiamo mettono il consumo di questi prodotti in relazione con la diffusione dell'obesità, ma anche di ipovitaminosi, forme di allergie, intolleranze alimentari, disturbi dell'attenzione, squilibri ormonali eccetera.

Un impegno di rilevanza sociale dovrebbe essere quello di educare tutta la popolazione a fare scelte alimentari corrette in relazione alle disponibilità economiche sì, ma anche ai princìpi di una corretta nutrizione. La merendina e la bibita dolcificata consumata davanti alla televisione al posto di una fetta di pane fresco e olio insieme a una corsa in cortile, non riguardano solo il terzo mondo, riguardano soprattutto noi.

Per ridare la parola a Olmi: «Vorrei che ogni bambino da questa Expo avesse una sua zolla da coltivare, per dare un simbolico colpo di zappa a un nuovo corso in grado di restituire all'uomo un rapporto solidale con la terra e la Natura».

Beatrice Riganti
Lunedì, 18 Giugno 2012

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