CHE ANIMALI SIAMO NOI?

Autore // Isabella Goldmann Categoria // Editoriale

La crisi è una brutta bestia: può tirare fuori il meglio e il peggio che c’è in ognuno di noi. Allo stesso tempo.

CHE ANIMALI SIAMO NOI?
Stiamo imparando a risparmiare. Facendo una breve indagine con amici e amiche abbienti e insospettabili, ho scoperto che tutti, dico tutti, hanno fatto recentemente una visita approfondita ai propri armadi con altri occhi, concludendo che tutto sommato hanno vestiti e scarpe abbastanza per i prossimi 5 anni.
 
Senza esagerare troppo e a parte casi limite che confermano la regola, stiamo diventando più sobri, più saggi e tutto sommato consapevoli che fin qui abbiamo forse accumulato qualcosina di troppo che ora può venire utile in vista di tempi di magra.
In questi comportamenti lungimiranti e risparmiosi siamo del tutto uguali a infinite specie animali che la saggezza e il non spreco ce l’hanno nel DNA.
 
La vera notizia è che non hanno solo questo. Un recente studio condotto a quattro mani dall’etologo Marc Bekoff e dalla filosofa Jessica Pierce, Giustizia selvaggia. La vita morale degli animali, dimostra che molti dei comportamenti migliori che caratterizzano una società evoluta, sono messi in pratica in maniera automatica da tante specie diverse di animali.
 
I ratti per esempio, soffrono moltissimo nel vedere loro simili torturati (ogni similitudine e commento con quello che facciamo noi sono superflui), come anche i cebi dai cornetti, delle scimmie che controllano attentamente che i propri compagni vengano trattati correttamente. Se si vuol farsi ubbidire da uno scimpanzè pare basti mettersi a piangere, cosa che muove a compassione anche le elefantesse, le orche e i delfini, particolarmente sensibili alla debolezza altrui e alla loro sofferenza.
 
Questo significa che l’altruismo, l’empatia, l’avversione per le ingiustizie, lo sdegno sono emozioni ben più antiche del genere umano, e che la distinzione tra quello che è giusto o ingiusto è una attività che viene svolta dagli animali in maniera lineare e costante senza alcun dubbio interpretativo individuale.
 
Questo accade, sottolinea lo studio di Berkoff e Pierce, quando in una specie animale sono presenti tre caratteristiche: comportamenti empatici (la capacità di sentire la sofferenza dell’altro), cooperativi (quando c’è altruismo, reciprocità, fiducia) e concernenti la giustizia (quando si sa valutare la correttezza dei comportamenti altrui, e si hanno aspettative nei confronti di ciò che si merita).
 
Addirittura si è scoperto che i ratti sono capaci di altruismo reciproco generalizzato: sanno dare aiuto a un individuo sconosciuto e non consanguineo. Ma che società è questa? Cose da pazzi, in certe comunità umane evolute.
 
A questo punto viene seriamente da chiedersi l’uomo a quale specie animale appartiene. È probabile che appartenga a tutte. Alla luce di quanto sopra infatti non è vero che discendiamo tutti dalle scimmie. Come una simpatica signora, conosciuta di recente su un treno, che sfoggiava una vistosa borsa di serpente sulla quale mi si era fermato lo sguardo, che mi apostrofò: «Le piace? Sa, ai miei parenti sono molto affezionata: mi piace portarmeli sempre appresso…».
 
Per approfondimenti:
Berkoff, Pierce, Giustizia selvaggia. La vita morale degli animali, B.C. Dalai, Milano
Isabella Goldmann
Giovedì, 12 Gennaio 2012

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L'Autore

Isabella Goldmann

Isabella Goldmann

Isabella Goldmann, nasce all'Aja (Olanda)nel 1957.

È architetto professionista membro dell'INBAR – Istituto Nazionale di Bioarchitettura, giornalista pubblicista e critico dell'architettura.

Dirige la GOLDMANN & PARTNERS srl, società di project management di architettura e ingegneria sostenibile, che opera nel coordinamento di importanti team di progettazione per vasti interventi di riqualificazione energetica e ambientale.

Come giornalista e regista svolge da 30 anni attività di produzione di documentari e programmi culturali televisivi e radiofonici in tema di sostenibilità e di architettura per la RAI.