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SULL'ONDA DELLA SOSTENIBILITA': LA NUOVA SEDE DI TECHNOGYM
La nuova sede di Technogym, progettata dallo studio Antonio Citterio - Patricia Viel and Partners, è un esempio di come l'architettura possa diventare lo specchio del core business dell'azienda stessa. L'abito fa il monaco. Basta sfrecciare sull'autostrada A14 tra Forlì e Rimini per rendersene conto. All'altezza di Cesena, si può infatti ammirare, tra i campi che fiancheggiano le corsie, la nuova avveniristica sede centrale di Technogym, leader globale nel settore della progettazione e produzione di attrezzature per le palestre. Avvicinandosi, si scorge in prospettiva il tetto del complesso: una serie di lunghe onde di alluminio con struttura portante in legno, perfettamente armonizzate con le dune di prato circostanti. Onde che sembrano muoversi, regalando a chi passa in macchina un effetto ottico spettacolare. Lungi dal rimanere semplice "involucro", la struttura è stata progettata dallo studio Antonio Citterio - Patricia Viel and Partners per dare corpo alla filosofia di wellness e sostenibilità a 360° su cui si basa l'attività dell'impresa stessa. E anche per diventarne il suo miglior biglietto da visita. L'architetto Patricia Viel ha spiegato come tutto questo sia potuto accadere, nell'ambito dell'incontro "Technogym: come una sede aziendale può fare comunicazione", organizzato dalla BAA (Bocconi Alumni Association) Applied Sustainability Topic e dalla BAA Marketing Topic.

La filosofia del Wellness
Il centro è stato inaugurato lo scorso settembre dopo un decennio di lavoro (dall'elaborazione dell'idea - alla piena realizzazione), seguito passo dopo passo da Nerio Alessandri, Fondatore e Presidente di Technogym. Un uomo ricco di brillanti intuizioni che, in tempi non sospetti, ha associato la sua produzione alla parola "wellness", esportando insieme alle macchine, una nuova filosofia di vita completamente incentrata sul benessere della persona dal punto di vista fisico, mentale, alimentare e ambientale. In questa ottica, Alessandri ha anche capito l'importanza dell'architettura (e del design nel caso dei prodotti) come veicolo per esprimere la sua cultura imprenditoriale al mondo esterno.

Il tetto a onde e la sostenibilità
Il quartier generale inizialmente era costituito da 14 unità produttive, anonime, sparpagliate su un vasto territorio a vocazione agricola di 120 ettari. Piccole fabbriche nate in maniera spontanea, senza una progettazione urbanistica adeguata, senza parcheggi e con accessibilità critica. Il primo passo verso la sostenibilità - intesa con un'accezione più ampia, che supera la pur necessaria attenzione ai materiali di qualità, alla riduzione dei consumi, al corretto smaltimento dei rifiuti - è stato quello di concentrare queste unità, integrandole armoniosamente all'interno del paesaggio naturale. E proprio dallo studio del paesaggio visto dall'alto, è nata l'idea del tetto costituito da moduli allungati ricoperti da onde di alluminio con struttura portante in legno, che mantengono la stessa misura e proporzione delle dune di prato e che catturano l'attenzione degli automobilisti con l'effetto cinetico generato.

La creazione di un "luogo" di comunicazione
Attrazione e visibilità sono un punto che Alessandri, con la sua spiccata tensione comunicativa, ha ritenuto fondamentale. Attraverso la realizzazione di questo complesso, voleva infatti creare un "Luogo". Una destinazione internazionale che definisse l'identità dell'azienda agli occhi del mondo ma che diventasse a sua volta l'ombelico del mondo dell'industria legata al Wellness. Il fatto che il terreno si trovasse a ridosso della A14, che conta circa 15 mila passaggi al giorno, e vicino a due aeroporti, ha aiutato la realizzazione di questo obiettivo. Technogym è oggi un centro nevralgico del settore, riconosciuto a livello globale: i più importanti convegni e la ricerca tecnologica più sofisticata trovano qui la loro collocazione. Ad attirare professionisti da ogni angolo del globo, anche la spettacolarità delle linee di produzione dell'impresa: sono diversificate per colore e vengono seguite da addetti che portano una divisa "in tinta" con la sezione di riferimento. Ogni operazione, poi, può essere visualizzata su grandi schermi che comunicano cosa stia accadendo a tutti i prodotti lungo la catena. Una vera e propria cultura della produzione intesa come Dna qualitativo del prodotto.

Il benessere in azienda
Il complesso, oltre agli stabilimenti produttivi, comprende un centro di ricerca e innovazione e un Wellness Center, dedicato alla cultura del benessere, con palestra di ultima generazione, biblioteca, centro convegni e una mensa con prodotti a km zero. I dipendenti, durante l'orario lavorativo, possono godere dell'ampio parco che circonda gli edifici, intraprendere i percorsi "vita" tracciati all'aperto o usufruire della palestra, seguendo appositi programmi di attività fisica personalizzati, studiati dagli esperti del centro ricerche. Solo alcuni esempi di come la filosofia del wellness vada a permeare anche la sfera lavorativa.

La sostenibilità va dunque in questa direzione: il rapporto del lavoro e della produzione con l'ambiente non può più limitarsi solo al problema dell'energia, dell'impatto ambientale, dei rifiuti o degli scarichi, ma deve essere inquadrato in un'ottica molto più ampia, di livello superiore. Un'ottica che tenga conto dell'importanza della diffusione della cultura generata dall'azienda e anche delle esigenze della principale risorsa dell'impresa: l'uomo.
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