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AL MODO DI MODICA
Si chiama Talia il progetto di riqualificazione di alcune piccole case nel centro storico di Modica, in Sicilia, a opera dei proprietari del complesso, Vivian Haddad e Marco Giunta, entrambi architetti di formazione milanese. Le case, che in origine erano abitazioni unifamiliari, sono disposte in cerchio attorno a un giardino in stile mediterraneo. Ogni camera, come in un riad  marocchino, dispone di un ingresso indipendente dal giardino e una terrazza panoramica privata sul centro storico di Modica.

L'idea di progetto del resort si ispira direttamente al modello tipico della Medina, dove tradizionalmente gli spazi comuni corrispondono al giardino posto nel cuore della casa.

Per il restauro è stata data grande attenzione alla scelta dei materiali, che sono naturali, ecologici, e, soprattutto, tipici della tradizione siciliana: muri in pietra, tetti di canna e pavimenti policromi di pietra e cotto.

I tetti sono stati ricostruiti con tecniche tradizionali utilizzando bambù locale, travi in legno, sughero naturale e coppi di cotto. L'intonaco è invece a base di ossidi colorati naturali e calce mentre i pavimenti sono stati realizzati con materiali riciclati come la pietra di Modica, la pietra pece, le tegole in cemento e le piastrelle di ceramica smaltata.
Tutte le pareti portanti poi sono state conservate in stile tradizionale, intervenendo solo se necessario con il consolidamento strutturale e la sostituzione di parti, sempre utilizzando la pietra locale per un risultato ecologico e biocompatibile.

Il restauro, che ha egregiamente rispettato le preesistenze, si completa negli interni arredati con semplicità e buon gusto, caratterizzati da complementi che raccontano la "sicilianità" del luogo e la sua tradizione.
Potremmo dire che in questo progetto il vecchio risplenda sul nuovo, perché non si percepiscono intrusioni di tecnologie o sistemi innovativi, nonostante siano presenti: il sistema domotico, per esempio, che consente di controllare tutta la produzione e i consumi di energia del complesso, è ben nascosto nelle pareti di roccia per non disturbare l'effetto ben riuscito del "c'era una volta".

E' la rappresentazione dello slowliving per godersi un'oasi di tranquillità in modo tradizionale, ecologico e biocompatibile, lasciandosi alle spalle i soliti ritmi quotidiani della città.
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Dalla chiocciola al green building


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