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LA FOTOSINTESI ARTIFICIALE

La fotosintesi clorofilliana è un meccanismo attraverso il quale viene prodotto ossigeno dalle piante. CO2 (anidride carbonica) insieme ad H2O (acqua) ed alla luce, producono zuccheri ed O2 (ossigeno molecolare), indispensabile affinché l’essere umano possa respirare. 

L’uomo non era mai riuscito a riprodurre artificialmente quello che per una semplice pianta rappresenta un processo naturale, almeno fino ad oggi. Julian Melchiorri, neo laureato al Royal College of Art, ha avuto un’idea rivoluzionaria che lo ha portato a realizzare una vera e propria foglia artificiale. “Ho estratto i cloroplasti dalle cellule vegetali e li ho inseriti in questa proteina della seta. Come risultato ho ottenuto il primo materiale fotosintetico che sta vivendo e respirando esattamente come fa una foglia” conferma Melchiorri.

Ma tecnicamente come funziona?  La foglia artificiale deve essere immersa nell'acqua ed esposta al sole per funzionare. Il sole, proprio come nelle piante vere con la fotosintesi clorofilliana, fornisce l'energia necessaria a dare il via ad una reazione chimica che scompone l'acqua in ossigeno ed idrogeno. Tanto che, quando funziona, la foglia immersa nell'acqua fa le bollicine. L'idrogeno è quello che serve poi per produrre energia, esattamente come avviene oggi per le normali celle a combustibile che alimentano alcune auto elettriche.

Ora il pensiero va spontaneamente alle realtà prive di ossigeno nelle quali avere a disposizione un sistema di produzione O2 cambierebbe le prospettive. Un esempio lampante sarebbero i viaggi nello spazio, dove neanche le piante potrebbero sopravvivere. La NASA sta già studiando diversi modi per produrre ossigeno per i viaggi spaziali in modo da permetterci di vivere nello spazio. Questo materiale potrebbe consentirci di esplorare lo spazio molto più di quanto possiamo fare adesso“ aggiunge Melchiorri.

Ma spiega ed aggiunge che le foglie potranno essere utilizzate anche qui sulla Terra, come filtri biologici e produttori di ossigeno negli edifici, sia indoor per produrre “aria fresca”, che outdoor sulle facciate.

Rimane solo una questione in sospeso e cioè capire dove vadano a finire gli zuccheri prodotti che la pianta normalmente utilizzerebbe come combustibile.


http://www.domusweb.it/content/dam/domusweb/en/news/2015/01/17/silk_leaf/domus-01-silk-leaf.jpg

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