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SOSTENIBILITA’ NEL PIATTO: QUANDO L’AGRITURISMO MISURA L’IMPATTO AMBIENTALE DEI SUOI MENU’

Categoria // Green Practice

L’azienda agricola “Il Campagnino” ha ottenuto l’etichetta PER IL CLIMA di Legambiente, calcolando la carbon footprint di due menù tipici offerti ai suoi ospiti: uno vegetariano, l’altro a base di carne.

Azienda agricola
Azienda agricola "Il Campagnino"

Comincia in una frazione di Pessina Cremonese, a una ventina di chilometri da Cremona, il nostro viaggio nel mondo delle realtà aziendali virtuose che hanno ottenuto l'etichetta di Legambiente "PER IL CLIMA", la prima in Italia che riporta la quantità di CO2 generata da un prodotto o da un servizio fornito da un'impresa, durante una o più fasi del suo ciclo di vita (per approfondire, leggi l'intervista ad Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente).

Qui, immersa nel Parco Oglio Sud, troviamo la piccola azienda agricola/agriturismo "il Campagnino": 26 ettari di terreni coltivati principalmente a cereali, soprattutto antichi come il grano monococco, che ha più di 10000 anni, il grano duro "senator cappelli", il grano saraceno e il mais rosso di Brescia, poi macinati in loco presso un laboratorio dotato di molino di pietra. Ma non solo. In azienda si producono anche ortaggi stagionali, frutta e piante aromatiche come la lavanda, usate fresche o trasformate in creme per il corpo, saponi e shampoo in un opificio esterno.

Tutto condito con amore e rispetto per la terra e per l'ambiente, ci racconta Riccardo Mignani, uno dei titolari dell'azienda: «Abbiamo cercato di ridurre il nostro impatto ambientale, utilizzando macchinari meno inquinanti come quello che ci permette di seminare senza prima arare il campo, con conseguente risparmio di carburante e riduzione delle emissioni nocive. Limitiamo al massimo l'uso di diserbanti, utilizzati solo in campi non destinati alla coltivazione di prodotti alimentari. Ci impegniamo, infine, a servire ai nostri ospiti solo cibi stagionali e coltivati localmente, da noi o da realtà vicine».

Proprio questa sensibilità verso l'ambiente ha spinto l'azienda a ottenere l'etichetta PER IL CLIMA. «L'avventura è iniziata, continua Mignani, quando Legambiente, su segnalazione di Coldiretti, ci ha contattato per proporci di aderire a questo tipo di percorso. Ci siamo informati e abbiamo accettato la sfida. In seguito abbiamo definito, insieme all'associazione ambientalista, che cosa sarebbe stato più opportuno "certificare". Un singolo prodotto ci sembrava riduttivo, così abbiamo optato per far valutare l'impatto ambientale di due menù caratteristici offerti ai nostri ospiti, uno a base di carne, l'altro vegetariano».

A questo punto ha preso il via un lavoro molto impegnativo durato un anno. «Ci relazionavamo - spiega il titolare - con un esperto di Legambiente che, passo dopo passo, registrava tutte le nostre operazioni. Dalla semina del frumento alla raccolta, per capire in che modo ciascuna azione impattasse sull'ambiente in termini di CO2 emessa. Noi, inoltre, non produciamo il formaggio, compriamo quello presente nei nostri menù dalle aziende agricole vicine. Per ogni forma, quindi, doveva essere registrato il chilometraggio percorso per portare il prodotto sulla tavola dell'agriturismo. Per il menù di carne, invece, sono state passate al setaccio le nostre modalità di allevamento dei bovini, che non teniamo in azienda ma in una sede poco distante: dal tipo di nutrimento degli animali al numero di chilometri effettuati per portarli al macello, fino al tempo di permanenza della carne nella cella frigorifera prima di essere completamente consumata. Mano a mano che i dati venivano raccolti, si compilava una tabella con l'esatto conteggio dei consumi di CO2, capendo così anche dove e come si potevano ridurre. In seguito, grazie alla elaborazione effettuata da Ricerche Ambiente Italia - l'istituto privato cui si appoggia Legambiente per il calcolo del numero da riportare in etichetta - si è giunti alle due fatidiche stime: 1,06 kg equivalenti di CO2 rilasciati in atmosfera per il menù vegetariano e 8,35 kg equivalenti di CO2 per quello a base di carne».

Questi valori per il momento sono simbolici, non esiste infatti ancora un termine di confronto valido e, finché non sarà obbligatorio riportare nelle etichette di tutti i prodotti che consumiamo l'indicazione dell'impatto ambientale in relazione alla CO2 emessa, non potranno essere effettuati confronti.

Come sottolinea Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente, che abbiamo da poco intervistato «In questa fase iniziale, in cui la valutazione di prodotto non è di larga diffusione, occorre che il consumatore abbia fiducia nell'azienda che accetta di imbarcarsi in questo tipo di percorso perché, oltre a dichiarare il proprio impegno in termini di sostenibilità, chiama Legambiente e i suoi esperti a verificare con un metodo preciso riconosciuto a livello internazionale l'impatto ambientale dei suoi processi».

Uno sforzo, bisogna sottolineare, che l'impresa fa volontariamente, costoso non solo in termini economici e di onere quotidiano: «Non è mai facile, sottolinea infatti Riccardo Mignani, far giudicare con controlli così approfonditi, "invasivi", il proprio operato, non si tratta necessariamente di avere qualcosa da nascondere ma molte realtà temono questo confronto».

L'iter di analisi per ottenere l'etichetta, inoltre, deve essere ripetuto ogni anno per valutare gli eventuali miglioramenti e tenere monitorato il percorso aziendale. Chiediamo, quindi, a Mignani quali siano le intenzioni de "Il Campagnino" in relazione al rinnovo. «In questo momento ci stiamo riflettendo. Il primo step, in accordo con Legambiente, è stato gratuito. Ora dobbiamo capire in che modo ci impegnerà economicamente la riconferma. In ogni caso ci piacerebbe "certificare" anche i nostri cosmetici alla lavanda».

Un lavoro faticoso, quindi, ma che viene ampiamente ripagato, conclude Mignani: «non solo per la visibilità mediatica acquisita ma anche perché, in questo modo, siamo riusciti a impostare nuove e interessanti collaborazioni lavorative. Per esempio, teniamo dei corsi per spiegare ad altre fattorie didattiche come operare nel rispetto dell'ambiente». Una rete virtuosa che si espande.

Per visionare le schede dettagliate dei due menu, clicca qui!

Sara Occhipinti

Pubblicato:

Giovedì, 07 Febbraio 2013

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