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La fotografa Anne de Carbuccia: «C'è poco tempo

La fotografa Anne de Carbuccia: C’ poco tempo per salvare l’umanit

Nelle sue foto racconta con passione l'urgenza di intervenire per proteggere il pianeta. E ricorda che ciascuno di noi pu fare qualcosa nella vita quotidiana

di EMMANUELLE DE VILLEPIN

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foto di Neige De Benedetti per Io donna

Anne de Carbuccia ha appena inaugurato a New York la sua mostra One: One Planet One Future. Da anni, Anne si dedica alla salvaguardia del pianeta ma la sede newyorkese ha solo 5 mesi. Sono in 12, comprese le due figlie Julia e Sara, a lavorare alla mostra nella prestigiosa Westbeth Gallery, dove rimarr fino alla fine di novembre. Anne detesta le definizioni e le categorizzazioni. Non una posa. solo che cos… Cominciamo dalle sue origini: una bellissima bambina met corsa e met americana che preferisce i giochi da maschiacci alle bambole. Trascorre l’infanzia tra Parigi e  la casa dei nonni in Corsica dove passa il tempo ad arrampicarsi sugli alberi. Solitaria e osservatrice, trova precocemente nella natura un suo rifugio. Se ne sente protetta ma anche responsabile. La passione per la fotografia arriva a 13 anni, quando la famiglia di aristocratici intellettuali le regala una macchina fotografica.

Anne, proviamo a fare capire chi sei: un’attivista fotografa o una fotografa attivista?
Non mi piace essere definita un’attivista perch secondo me isola il mio messaggio. Io cerco di spostare queste tematiche nella vita quotidiana, non cerco una rivoluzione brutale anche se urge fare qualcosa, anzi, proprio perch urge fare qualcosa. Se proprio ci tieni diciamo che sono una environmental artist. Oggi il mondo della cultura deve rendersi utile. Il pensiero artistico  contemporaneo risponde all’utile. Non c’ pi spazio o tempo per il superfluo.

Mother & Chld 1.

Non hai il riflesso ecologico dell’attivista? Non chiudi l’acqua quando ti lavi i denti?
S, ma non faccio abbastanza. Per esempio tiro lo sciacquone ogni volta che faccio pip.

E mangi carne.
Quando sei in cima all’Himalaya ti assicuro che mangi ci che ti viene dato.

Quando eri bambina non ti eri accorta di non avere soldi finch la tua compagna di banco te lo fece notare.
Ah s! La figlia del macellaio mi aveva detto che la mia famiglia era povera e non poteva comprare la carne. Era vero. Pane e cultura era il nostro pasto quotidiano ma andava bene cos.

I temi della mostra sono l’estinzione, l’acqua, la guerra e la plastica. Ma la fame?
C’, sottintesa, nelle foto che trattano le guerre o l’acqua. Ma ho in mente una mostra solo sulla fame. L’acqua un tema terribile, tutte le guerre future saranno delle water wars.

La tua scelta di comunicare queste tematiche terribili con la bellezza mi fa venire in mente un’intervista di Alessia Glaviano a Edward Burtynsky, nella quale parla dell’osceno che “si mostra in tutta la sua seducente e paradossale magnificenza”.
Di solito le denunce usano il pugno per attrarre l’attenzione, anche se c’ un’indiscutibile estetica del dolore, penso per esempio a Mac Carthy. Anche questo strategico, se vuoi. Uso la bellezza perch credo che queste questioni debbano entrare nella consapevolezza senza rischiare che la gente giri la testa dall’altra parte.

Hai studiato la storia dell’arte e l’antropologia alla Columbia University. L’uso della vanitas come della clessidra sembra una strizzata d’occhio alla pittura seicentesca.
Certo! Il loro uso pittorico era frequente nel periodo della guerra dei Trent’anni con il dilagarsi delle epidemie. Oggi siamo in uno stato d’urgenza tale che ho sentito il dovere tre anni fa, quando le mie due figlie pi grandi sono andate a studiare all’estero, di dedicarmi a questa battaglia. Molta gente consapevole della posta in gioco ma non sa come affrontare l’argomento con governi sempre pi lontani dai loro elettori. A proposito, chapeau a Obama, che ha istituito alle Hawaii, nell’atollo di  Midway, la pi grande riserva marina del mondo.

Silk Route.

Ti confesso che, quando ho visto la foto dell’albatros con la pancia squarciata piena di oggetti di plastica, ho pensato che nessuna parola avrebbe potuto colpire cos tanto.
La foto la forma pi immediata di denuncia e l’immagine senz’altro l’arma pi contemporanea. Detto questo, mi piace introdurre delle parole. E poi c’ la musica. fondamentale, appoggia l’immagine e nello stesso tempo la modella, la rende pi forte o pi dolce. Per il mio video ho scelto Matteo Ceccarini perch un musicista dei tempi moderni ma sa usare il vecchio per creare un messaggio immediato e contemporaneo.

Di fatti, lui mi ha detto di avere usato e “asciugato” l’Ave Maria di Bach per tornare all’essenziale e arrivare al mistico. Dice che le tue immagini sono spirituali.
Sar perch uso gli altarini. Sono la forma pi antica di dialogo con l’assoluto. Sia per chiedere perdono, sia per ringraziare…

Perch l’uomo non appare mai?
Perch parlo della fine della nostra specie. Il pianeta, in qualche modo, sopravvivr.

 

http://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2016/09/19/anne-de-carbuccia-ce-poco-tempo-per-salvare-lumanita/

 

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