L'ISOLA CHE NON C'È
Una zattera galleggiante sostenibile costruita in materiali naturali e riciclati, è l’ultimo miracolo della fantasia cinematografica in Thailandia.

La notte finale della prima edizione del Film Festival “On the Rocks Yao Noi” in Thailandia ha avuto luogo sull’Arcipelago Cinema, una piattaforma galleggiante progettata dall'architetto Ole Scheeren, di origine tedesca e con sede a Pechino. Gli ospiti sono stati trasportati in barca attraverso l'oscurità della sera per arrivare su una zattera incandescente di luci in mezzo alle acque tranquille della laguna di Nai Pi Lae, nella Kudu Island.
Circondato da un paesaggio spettacolare di rocce imponenti che emergono dal mare, il pubblico ha sperimentato un connubio tra natura e narrazioni cinematografiche, in uno stato di sospensione totale tra luce, suoni e storie galleggianti nel buio, fra mare e cielo.
«Il pensiero di guardare i film qui sembrava sorprendente», ha detto Ole Scheeren. «Uno schermo, situato da qualche parte tra le rocce. E il pubblico ... galleggiante ... librarsi sopra il mare, da qualche parte nel mezzo di questo spazio incredibile della laguna, per concentrarsi sulle immagini in movimento attraverso l'acqua: il senso della temporalità e della la casualità resi concreti in una piattaforma di legno. O forse qualcosa di più architettonico. Pezzi modulari, liberamente assemblati, come un gruppo di piccole isole che si riuniscono a formare un auditorium».
Un lavoro con un forte legame con la comunità locale, Arcipelago Cinema si basa sulle tecniche utilizzate dai pescatori per costruire le fattorie galleggianti usate per la pesca dell’aragosta. La zattera è costruita con materiali riciclati in una serie di moduli singoli per consentirne la flessibilità di utilizzi futuri. A seguito di un percorso che vedrà il viaggio della zattera toccare ulteriori luoghi deputati ad auditorium temporanei per la proiezione di altri film sull'acqua, Arcipelago Cinema tornerà sull'isola di Kudu e sarà donato ai suoi costruttori, la comunità di Yao Noi, per essere vissuta come un parco giochi o uno stadio nel centro dell’oceano.





















