ZIA FLORA, ZIA FAUNA...
…addio? Ricordate le fate madrine della Bella Addormentata? Uno studio ha analizzato 8100 illustrazioni contenute in 296 best-seller per l'infanzia rilevando la progressiva scomparsa di animali e piante. Una nuova educazione alla sostenibilità?

Secondo gli esperti, nei libri di oggi destinati ai ragazzi le immagini si avvicinano più ai videogiochi che non agli alberi e ai grilli parlanti dei tanti racconti classici passati. La realtà urbana, ma anche la pluralità delle culture; la metropoli, ma anche la scienza e forse una nuova educazione alla sostenibilità.
Calvino con il suo Marcovaldo, un personaggio semplice attento ai minimi umori delle stagioni in città, o Bruno Munari che con il libro illustrato Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco, rileggeva la fiaba trasformando, a seconda del colore, il lupo in pescecane, la terra in neve e gli alberi in grattacieli e anticipavano la narrazione per ragazzi di città. A seconda delle fasce di età, dai più piccini ai più grandicelli, tutti potevano cimentarsi così con la dimensione fantastica della natura urbanizzata.
Ora la University of Nebraska-Lincoln ha analizzato 8100 illustrazioni contenute in 296 best-seller per l'infanzia pubblicati fra il 1938 e il 2008. La metodologia applicata è consistita nel dividere i disegni in gruppi in relazione agli elementi naturali. Dallo studio è emersa la scomparsa progressiva di boschi e foreste, con relativi lupi. In particolare, i ricercatori hanno rilevato che fra il 1930 e il 1960 gli elementi naturali e cittadini pareggiavano mentre dal 1970 le illustrazioni di contesti metropolitani prevalgono.
ll timore di J. Allen Williams Jr., che ha condotto lo studio, è che questo cambiamento si traduca in un allontanamento dei bambini dai problemi dell’ambiente e delle specie animali.
Più strade, più condomini, più cittadini e meno elefanti, leoni e pastorelle. Secondo lo psicologo Maurizio Brasini invece il pericolo non esiste perché nell’immaginazione dei bambini, specie dei più piccoli, ogni ambiente può diventare un luogo incantato dove leoni e semafori, alberi e automobili, sono ugualmente amabili. Naturale e artificiale contrapposti esprimono più i timori degli adulti (alle prese con una tecnologia a volte percepita come straniante e soverchiante) che non quelli dei giovanissimi. Pensiamo alla compagnia del Mago di Oz dove animali, esseri umani, robot (l’omino di latta) e vegetali (lo spaventapasseri) viaggiano insieme.
Una considerazione interessante viene da Daniele Novara, fondatore e direttore del CPP (Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti) di Piacenza che registra a sua volta l'inversione di tendenza delle fiabe verso contesti cittadini. Porta infatti a esempio i piccoli di Sarajevo, che durante la guerra giocavano alla guerra non tra “cowboy e indiani”, come nei western degli anni ’60, ma perché era l'unica realtà che conoscevano.
Se guardiamo al fenomeno Harry Potter che ha accompagnato i piccoli lettori fino all’adolescenza vediamo che la natura (il Platano picchiatore, la fenice Fanny, Fierobecco per non parlare di Edvige, la civetta che accompagnerà Harry fino alla fine) è sempre presente nella tipica dimensione fantastica che è propria della narrazione mitologica dal greco Esopo (VI secolo a.C.) al latino Apuleio (123-180 d.C.).
Interrogando i bambini si scopre – stando a Sergio Manfio, fondatore e direttore creativo del società specializzata in progetti per l'infanzia Gruppo Alcuni - che dinosauri e animali fantastici sono in testa alla classifiche di gradimento e che gli animali in generale, e in particolare quelli da fattoria, spopolano nelle fiabe a teatro con Brutti anatroccoli o Cicale e formiche. Strano che questo non si rifletta nei libri dove potrebbero essere veicolo di una diversa educazione alla sosatenibilità.
È comunque positivo che l’attualità e il diverso stile di vita entri nelle letture sotto forma di multiculturalità e di temi dedicati allo sport. Leggende e usanze di Paesi una volta sconosciuti e remoti entrano sempre più spesso nella quotidianità insieme a biografie e imprese di atleti di varie discipline.
C’era una volta, in un Paese lontano lontano che è sempre più vicino.
Sul tema delle favole, consigliamo un testo sempre attuale e bellissimo: Morfologia della fiaba, di Vladimir Propp.
Immagine: illustrazione di Marco Rivolli.





