PROGETTAZIONE SOSTENIBILE

IO PROGETTO, TU PROGETTI

Categoria // Tendenza, Società

La parola progetto sembra appannaggio di professionisti e tecnici specializzati. In realtà è sinonimo di ideazione e si applica sia al contesto materiale che a quello immateriale. Tanto che si dice a buon diritto... progetto di vita.

IO PROGETTO, TU PROGETTI
Appunti di Victor Papanek
Quante volte si sente parlare di «progetti»: seguo un progetto per, sto portando avanti un progetto con, abbiamo avviato un progetto a favore di, eccetera.
Ma cosa significa davvero la parola «progettare»? Che peso ha questa semplice e a volte abusata parola?

Da designer (ma preferisco definirmi Progettista) ed ex studente universitario, ammetto che la parola "progetto" era ed è all'ordine del giorno: possiede una forza unica a tutto tondo e attraente senza eguali. Riesce al tempo stesso a far sognare e confondere le idee agli stessi interlocutori, data la sua molteplicità multiuso.

È tra le parole più abusate per sostituire la vecchia, semplice frase "sto lavorando": progettare, diciamolo, sembra apparentemente qualcosa di più serio, proprio in quanto racchiude in sé la parola "progetto", un valore aggiunto rispetto al semplice "svolgere un lavoro", facendo supporre che dietro all' azione ci sia stata una fase preliminare di logica e ragionamento, ma spesso ciò non rispecchia la realtà!

Herbert Alexander Simon (economista e psicologo americano del secolo scorso) identificava l'atto di progettazione come «l'azione per creare l'artificiale, un manufatto antropico come interfaccia tra materia e ambiente». Senza entrare troppo nel merito filosofico, limitiamoci a riflettere sull'uso corrente del termine e delle sue accezioni.

La "progettazione" che, badate bene, in inglese si traduce design (e questa è la prima riflessione), è la conclusione del lavoro del progettista, in inglese designer (e questa è la seconda riflessione), mentre il termine "progetto" (dal latino proiectum, gettare avanti) si identifica come quel complesso di attività correlate tra loro e finalizzate a creare prodotti o servizi, rispondenti a obiettivi specifici pre-determinati.

Rappresenta quindi quell'azione alla base della costruzione e dell'ideazione di una forma, sia tangibile che intangibile, che si raggiunge solo grazie a studi e conoscenze sviluppate precedentemente.

La parola "progetto" è quindi sinonimo di "ideazione"; significa prefigurare uno stato, un cambiamento da apportare di fronte a una situazione problematica: è un desiderio, un'idea da trasformare in realtà oltre a essere «un ottimo mezzo con il quale i giovani possono trasformare la società», come ebbe a dire Victor Papanek (1927-1999), architetto austriaco e designer e cioè progettista.

Dotato di grande interesse antropologico per le popolazioni del Terzo Mondo e per le minoranze come disabili, anziani, classi disagiate, Papanek si rese conto che il design doveva soddisfare un mondo reale e riteneva che il progettista dovesse avere un atteggiamento responsabile nei confronti dell'umanità, per creare benessere secondo i principi del Social World Design: scegliendo materiali ecologici e soddisfando le effettive esigenze delle persone e non i propri desideri, per fare clamore con forme bizzarre e inutili.

Victor Papanek ha svolto un'appassionata attività per l'educazione, la scienza e la cultura per conto dell'Unesco e dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità): Tra le sue opere la progettazione di un taxi per disabili per conto della Volvo, una TV a bassissimo costo per i Paesi in via di sviluppo, una radiolina fatta con una scatola di cibo in lattina e funzionante con una candela. Tutti esempi di design ecosostenibile o ecodesign.

Il "progettista" invece è colui che cura e elabora il progetto: è la figura professionale che, grazie alle proprie conoscenze ed esperienze, pensa e concepisce ciò che può essere realizzato in un determinato contesto, definendo come e cosa verrà realizzato.

Prima di ricercare la soluzione adatta, si dedica alla definizione del problema (problem setting) il che gli permetterà di elaborare una serie di proposte e azioni adatte alla situazione. Non una quindi, ma una serie di azioni e comportamenti che il progettista deve svolgere per poter avviare la fase progettuale, senza la quale il progetto stesso non potrebbe prendere forma: si parte dall'ideazione (vedere coi propri occhi), l'attivazione (attivare gli attori e creare relazioni tra loro), l'elaborazione (trasformare la conoscenze implicita in esplicita) per arrivare alla stesura (individuazione del problema), realizzazione (formulare obiettivi e soluzioni progettuali) e verifica finale (autovalutazione).

Il progetto è quindi un processo di indagine plurale, condotta tramite transazioni e conversazioni tra più attori che cooperano tra loro pur avendo interessi differenti sul problema in questione.

L'abilità del progettista è quella di parlare "la stessa lingua" di ogni attore coinvolto, trovando le motivazioni giuste per far sì che la "macchina" del progetto possa essere avviata grazie al suo aiuto, ma che nel tempo "cammini" grazie alla forza degli attori coinvolti: questo è il vero successo del progetto e del progettista!

E nulla vieta che lo stesso concetto venga applicato alle svolte necessarie dell'esistenza di ognuno: un progetto di vita, insomma, per se stessi e con gli altri. Progettare oggi è soprattutto ecodesign delle cose materiali e dei valori immateriali.
Nicola D'Angelo
Mercoledì, 06 Giugno 2012

Condividi:

blog comments powered by Disqus