il primo magazine sulla sostenibilità applicata

CATTEDRALI DI FOGLIE
L’architettura completamente verde esiste davvero ed è fatta di alberi di salice, guidati nella crescita da un poeta delle forme.

Marcel Kalberer , fondatore del gruppo costruttivo-artistico “strutture morbide”, sostiene che lo sviluppo ecologico senza un corrispondente sviluppo sociale sia insensato e inutile, così come una migliore tecnologia ecologica senza il miglioramento delle condizioni umane.

Kalberer è un architetto molto particolare: realizza edifici unici al mondo, che rappresentano la vera unione fra architettura e mondo vegetale. Edifici vivi, che crescono, si modificano con le stagioni, mai uguali a sé stessi, incredibilmente unici e irripetibili. La sua architettura sostenibile è anche un happening sociale. Centinaia di volontari (giovani e vecchi, donne e uomini) lavorano insieme con entusiasmo e piacere per realizzare vere e proprie architetture “viventi”. 
I suoi edifici “verdi”, costruiti con salici viventi possono essere considerati come la forma più radicale dell’architettura organica: consentono una conciliazione tra natura ed architettura sostenibile in quanto il corpo di fabbrica, piantato nel suolo come un qualunque filare di alberi, consente un utilizzo degli spazi interni paragonabile a quello offerto dalla normale architettura pesante.
Non sono spazi abitabili nel senso comune del termine, ma spazi godibili nel senso più ampio. Sono spazi aperti, giardini costruiti, luoghi dove la mente trova la sua dimensione naturale, tra cielo e terra, tra colore dell’anima e colore dell’aria.
Vivere queste gallerie, o cattedrali o cupole che siano, dà una dimensione nuova al muoversi e allo stare fermi, all’osservare e allo stare ad occhi chiusi, al silenzio e ai rumori della natura. 
Kalberer ne ha fatto una disciplina di studio e un ambito di ricerca applicata di dimensione planetaria, dal momento che ha tre studi di architettura , a Ulm, New York e Stoccarda, e tiene convegni e lezioni in tutto il mondo.
La sua architettura non è affatto virtuale o di uso limitato, come potrebbe sembrare, ma applica criteri che sono stati mutuati da culture costruttive millenarie, perlopiù di origine africana e asiatica, ed è l’unica architettura sostenibile ad essere di impatto assolutamente nullo sull’ambiente.
E’ costruita soprattutto salici, perché sono essenze ad un tempo preziose e poco costose, non devono essere piantate singolarmente con le radici ma è sufficiente infilare nel terreno un ramo, una frasca. Grazie alla loro crescita veloce, i salici danno presto soddisfazione. 
Attraverso la crescita naturale e la modifica della forma e della struttura, ogni anno l’opera arborea offre un aspetto completamente diverso. 
Vi sono ovviamente anche vantaggi concreti: invece di investire risorse preziose, si determinano positivi processi vegetativi quali l’assorbimento di anidride carbonica mediante fotosintesi, la formazione di massa vegetale, la produzione di ossigeno, la regolazione climatica, la depurazione dell’aria, l’accumulo idrico e il continuo mutare dell’immagine di anno in anno così come al variare delle stagioni. 
Il letterato Micky Remann sostiene che “i corpi di fabbrica costruiti in salice non sono affatto esempi di edifici moderni determinati dalla convergenza di energia e risorse ma rappresentano radicali non-edifici assolutamente ecologici; ciononostante possono essere annoverati tra gli esempi di architettura moderna.” A pieno titolo quindi, anche se ancora poco citata e riprodotta soprattutto in Italia, l’architettura verde di Kalberer entra nelle possibili soluzioni architettoniche da sostenere e promuovere nel processo di crescita della sostenibilità.
Keywords: architettura verde, architettura sostenibile, tutela ambiente

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Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


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