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ROCCIA TRASPARENTE
Il Padiglione Italia all’Expo di Shanghai è l’espressione della nostra tecnologia ma anche della nostra cultura. Una sfida di forme e materiali innovativi di grande impatto. E’ stato terminato prima del tempo. Il Padiglione Italia per l’Expo Shanghai 2010, l’Esposizione Universale dedicata alla qualità della vita negli ambienti urbani in programma nella metropoli cinese dal 1° maggio al 31 ottobre prossimi, è ormai una realtà.

L’edificio destinato a ospitare le proposte italiane è una struttura in edilizia sostenibile complessa a forma di imponente parallelepipedo a pianta quadrata, rivestito in “cemento trasparente”, che si comporta come un organismo bioclimatico in grado di sfruttare le risorse naturali. Il progetto, dell’architetto Giampaolo Imbrighi, ha vinto il concorso di idee bandito nel 2008 e si è subito concretizzato nella sua realizzazione, cosa che in Italia non è mai così automatica.

Il parallelepipedo, di oltre 3600 metri quadrati di superficie e alto 18 metri, è al centro di un lotto circondato di acqua che tocca il padiglione su tre lati, penetrando anche nel suo interno tramite dei “tagli” lungo la facciata.
Il tutto si può definire una “summa” di parti distinte ma costituenti un organismo completo e coeso.

I tagli in facciata, che penetrano all’interno, hanno un loro significato preciso
: sono articolati come in un ideale gioco dello shanghai e collegati da strutture-ponte in acciaio che lasciano intravedere i ballatoi di collegamento.
Sono come delle feritoie che conducono al cortile centrale, una grande piazza che rappresenta il cuore di tutto il padiglione. Questa impostazione del progetto ha l’obiettivo di rappresentare lo spirito morfologico che caratterizza
tutti i paesi e le città italiane, con il loro avvicendarsi di stradine e vicoli che sfociano, a volte all’improvviso, in piazze di grande respiro.
 La stessa impostazione del territorio che si ritrova comunque anche nelle città cinesi: in questo il progetto dell’arch. Imbrighi vuole proprio sottolineare la grande similitudine nella conformazione urbana dei due Paesi.

All’interno è contenuto anche un giardino, vi sono giochi d’acqua e la luce naturale tocca ogni angolo della costruzione, che dall’esterno sembrerebbe invece tutta di cemento, e quindi con aspetto roccioso. Tutto questo garantisce un equilibrio psico-fisico molto importante, visto che l’organismo umano prova sensazione di benessere solo quando convergono nello stesso ambiente luce, silenzio, la giusta umidità, il giusto calore. Nel Padiglione Italia, per tutto il tempo dell’Expo, saranno presentate proposte e ricerche tutte riferite al tema centrale della “Città dell’uomo”, dove il concetto di abitabilità e di vivibilità sarà centrale.

L’effetto di luminosità interna è garantito da un materiale innovativo, tutto italiano, il “cemento trasparente” che consente di costruite grandi superfici in cemento, senza perdere la luminosità che solo con una finestratura si potrebbe ottenere.
E’ frutto di particolare impegno nella ricerca di Italcementi, impostata sulla ideazione di materiali innovativi e altamente tecnologici destinati all’edilizia, che ha ideato questo prodotto espressamente per l’Expo di Shanghai.

Si tratta di un nuovo materiale poliedrico, a base di resine, che con il buio farà filtrare le luci interne, mentre da dentro mostrerà le variazioni di luminosità esterne durante la giornata.
Questo è reso possibile da particolari additivi opportunamente inseriti nel materiale. Sono speciali resine, di differenti colorazioni, che sfruttano angolazioni di incidenza dei raggi luminosi superiori a quelle delle fibre ottiche. Interagendo sia con la luce artificiale che con quella naturale, creano una luce calda e morbida all’interno dell’edificio.

L’effetto trasparenza si coglie, dall’esterno, soprattutto nelle ore notturne, quando con il buio il “cemento trasparente” lascia filtrare le luci interne. La parte in cemento è affiancata da facciate formate da cristalli autopulenti. Elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne garantiranno un effetto schermante dalle radiazioni, mentre il progetto illuminotecnico delle luci interne ed esterne è studiato per la ottimizzazione del risparmio energetico.

In quest’ottica il padiglione, in edilizia sostenibile, è stato proprio studiato perché potesse comportarsi come una “creatura bioclimatica”, in cui esposizione, schermature ed accumuli termici sono basati sull’osservazione dei processi della natura più che sulle macchine tese a riscaldare, rinfrescare e illuminare

Di qui la scelta del sistema dell’atrio che rappresenta, dal punto di vista del microclima, una zona di transizione formata da un volume di cristallo, che sfrutta le radiazioni solari nei periodi freddi e il raffrescamento nei periodi caldi. Il sistema di condizionamento sfrutta la convezione di correnti d’aria, rinfrescata da un flusso continuo di acqua . L’aria calda viene convogliata verso l’alto ed estratta naturalmente, sfruttando il principio dell’effetto camino. Il condizionamento naturale non è limitato all’atrio, ma interessa l’intero edificio, grazie ai tagli nella facciata che funzionano da gallerie del vento.

Infine, un sistema a secco realizzato con una struttura portante in acciaio rende il padiglione completamente smontabile, così come richiesto dal bando e come è giusto che sia per un grande organismo in edilizia sostenibile ad uso “effimero”, cioè temporaneo. Realizzabile, o addirittura trasferibile quindi, anche qui da noi e in altre parti del pianeta in breve tempo e con costi certi.
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Dalla chiocciola al green building


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