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LA TENDA ROSA
Brad Pitt è noto alle cronache non solo come star del cinema, ma sempre più come importante mecenate dell’architettura ecocompatibile. Tutto è iniziato con un gesto d’amore per la città del jazz, New Orleans, dopo il devastante uragano Katrina nell’agosto 2005. A seguito della tragedia Brad Pitt ha ha avviato un ambizioso piano di ricostruzione urbana chiamato “Make il Right” che prevede la messa in opera di 150 case nel Lower 9th Ward, uno dei quartieri antichi più poveri della città. 

L’idea è nata dopo aver constatato che la ripresa sarebbe stata lentissima a causa della mancana di fondi e progetti, mentre quasi subito la Guardia Nazionale della Louisiana aveva stanziato 250 milioni di dollari per il ripristino della propria sede.
Make it right è nata per trovare finanziamenti, ma soprattutto per avviare un esperimento di architettura sostenibile con la progettazione di nuove case ecocompatibili a impatto zero destinate alla popolazione.

Inizialmente gli sfollati sono stati ospitati in piccole tende rosa collocate in maniera casuale a punteggiare il territorio. Case come semi coloratissimi sparsi a caso, come a ricordare che presto la vita sarebbe rinata più bella di prima. 

Ora le prime famiglie sono entrate nelle nuove case definitive e hanno abbandonato le tende, che lentamente verranno smontate, e i teloni diventeranno tanti piccoli shopper realizzati dall’Istituto dei Ciechi di New Orleans. 
A breve saranno messi in vendita online per raccogliere fondi in aggiunta alle donazioni tuttora in corso sul sito.

Coinvolti nell'operazione 14 studi di architettura, tutti scelti dall'attore americano. Cinque dalla Louisiana, quattro da altre zone degli USA e cinque dal resto del mondo: Adjaye Associates dalla Gran Bretagna, Constructs dal Ghana, MVRDV dai Paesi Bassi, Shigeru Ban Architects dal Giappone e Graft da Berlino, che ha disegnato la tendopoli rosa.

I progetti delle case, tutte rigorosamente ecocompatibili in architettura sostenibile, hanno dovuto rispondere a requisiti specifici: il costo inferiore ai 150.000 dollari , le misure e la superficie d'ingombro ( i progetti non dovevano superare i 12 metri di larghezza ), ma soprattutto la soprelevazione delle abitazioni e la predisposizione di vie di fuga attraverso i tetti. 
Ovviamente tutte le costruzioni oltre ad essere state realizzate con materiali riciclati o a impatto zero, hanno impianti di riscaldamento geotermico ed elettricità prodotta con pannelli solari per massimizzare il risparmio energetico e quindi i costi di eserciio delle case.

Accanto alle case fisse e definitive, il progetto Make it Right ha varato anche un altro esperimento di abitazione ecocompatibile : una casa galleggiante progettata dallo studio Morphosis con l’aiuto degli studenti dell’Università della California, destinata a resistere a tempeste e inondazioni.
La casa galleggiante di Morphosis ha una struttura che simula il funzionamento di una zattera ed è in grado di alzarsi fino a 3,7 metri in caso di inondazioni. I proprietari dovrebbero comunque abbandonare la casa durante l’emergenza, ma potrebbero tornare ad abitarla immediatamente dopo.

Ognuna delle abitazioni che fanno capo a questo progetto di piccola città ecocompatibile è diversa dalle altre e personalizzabile, con uno spazio esterno dedicato. Non è il quartiere modulare ripetitivo tipico dei villaggi da terremoto che siamo abituati a vedere. Tiene conto del rispetto e della unicità che ogni indivuduo ha necessità si vedersi riconosciute.
La vera novità di tutto il progetto Make it Right non è comunque nella conformazione delle case: è nel fatto che tutto questo è nato da un privato, una persona che ha deciso di dividere con altri le proprie risorse attingendo ad una sua passione personale: l’architettura.

La sostenibilità è anche questo: condividere e sperimentare grazie ad una spinta di entusiasmo che si concretizi in qualcosa di effettivamente utile, funzionale, ma espremanete rispettoso della specificità altrui.

 
Per approfondimenti:
www.makeitrightnola.org
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Dalla chiocciola al green building


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