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IL VELIERO DI VETRO
Sulle Sponde del Tamigi una riqualificazione edilizia di qualità ha portato un esempio di architettura sostenibile a rivaleggiare con le navi d’epoca ancorate poco lontano. L’ispirazione per un nuovo progetto di architettura sostenibile può arrivare da ogni spunto possibile. 
Il sito sul quale bisognava intervenire ha sempre avuto una posizione importante nel ruolo di Londra come porto e come centro commerciale internazionale. Il confine settentrionale, lungo Upper Thames Street, segue la linea del molo romano e il fronte del fiume vicino a Cannon Street è stato sede della 15th Century Hanseatic trading post, la Steelyard, nel Medioevo il più grande complesso commerciale della Gran Bretagna. 
Alla fonda ancora oggi ci sono barche d’epoca e velieri, con i loro alberi maestri che si stagliano sullo sfondo dell’Upper Thames.

Nel 1970 il luogo è stato liberato da un edificio industriale di grandi proporzioni diventato inservibile a causa di rapidi progressi nella tecnologia delle comunicazioni. Questo enorme edificio aveva deturpato il fiume per molti anni e la sua rimozione ha rappresentato l'opportunità di darvi nuova vita. 

Analizzando la grande parte del basamento della struttura esistente è emerso che un 31% degli edifici esistenti in loco avrebbe potuto essere conservato, con una capacità sufficiente a sostenere il nuovo edificio. La riqualificazione edilizia ed il recupero di parte della struttura ha comportato un significativo risparmio di costi, materiali e tempo
L'impatto ambientale della demolizione ha ridotto al minimo i rifiuti da demolizione, evitando qualsiasi danneggiamento alla sottostante parte antica del costruito. L’imprenditore ( l’edificio è di proprietà di Oxford Properties Group e della UBS Global Asset Management) ha ricevuto per questi motivi un Gold Sustainable Award dal Comune per aver riciclato il 98% dei rifiuti da costruzione, riconoscimento che consente interessanti sgravi fiscali nella gestione del bene immobiliare.

Lo studio londinese Fletcher Priest Architects, incaricato del progetto, ha scelto di ispirarsi alla luce umida del luogo, posto direttamente sull’acqua, ed ai riferimenti alle preesistenze antiche, per comporre un edificio che si appoggia con immisurabile leggerezza sul bordo del fiume.
Un ponte pedonale ricostruito costituisce un collegamento da nord attraverso Upper Thames Street e questo collega con Angel Lane, che viene estesa e delineata da viali alberati, più che raddoppiando lo spazio pubblico esistente attorno al sito.

La costruzione è composta da quattro volumi principali, per un totale di 48.774 mq di uffici e spazi di vendita, due blocchi più alti a nord che racchiudono un atrio a tutta altezza e due blocchi più bassi lungo il fiume che definiscono uno spazio pubblico a sud.

La volontà degli architetti era quella di creare un edificio che fosse indipendente dal punto di vista energetico, che abbattesse quindi il proprio consumo energetico e generasse energia attraverso fonti rinnovabili 
Il rivestimento è stato pensato dunque ad alta efficienza e personalizzato per ogni facciata, con la finalità di raggiungere un miglioramento del 20% delle prestazioni energetiche richieste dal regolamento per i nuovi edifici. In riferimento agli infiniti colori che prende l’acqua del fiume durante le varie ore della giornata, i blocchi più alti, rivestiti di vetro, hanno un’immagine a colori del Tamigi pixellata che protegge gli interni dalla luce solare, senza limitare la vista esterna. L'impareggiabile vista panoramica sul fiume da questo punto include il Tower Bridge e il London Eye. Le vetrate bassoemissive, che consentono forti abbattimenti del consumo energetico, sono a tutta altezza, protette da una struttura orizzontale che funge da brise soleil, montata a tutta altezza su dei pilastri sottili in legno che ricordano gli alberi maestri delle navi alla fonda poco lontano. Questi parasole evitano che i vetri si surriscaldino quando colpiti direttamente dal sole, tenendo quindi bassa la temperatura interna dell’edificio.

Dalle ampie terrazze private a verde sulla copertura di alcuni degli edifici, che ammontano a circa 2230 mq, si gode una delle viste più spettacolari di Londra. Il complesso di edifici consta di bar e ristoranti nella zona inferiore ed uffici al di sopra ed è alimentato da 850 mq di pannelli fotovoltaici sulle coperture principali, che ne abbattono sensibilmente il fabbisogno energetico.

Trattandosi di un intervento quasi radicale di riqualificazione edilizia, l’attenzione particolare va posta nel risultato che non tradisce affatto le strutture preesistenti sottostanti, ma si presenta come un edificio nuovissimo di aggiornata tecnologia ed anche di ispirata e sensibile progettazione. Il rispetto dell’impatto ambientale nella ideazione di interventi in architettura sostenibile non necessita infatti di soluzioni progettuali arcaiche: le tecnologie di costruzione più sofisticate e avveniristiche consentono di realizzare interventi di grande raffinatezza ed equilibrioanche dal punto di vista dell’inserimento naturale nel territorio.

per approfondimenti:
www.fletcherpriest.com
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Dalla chiocciola al green building


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