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NUOVI SPLENDIDI SOLI
Nell’ex base militare di Lieberose presso Cottbus, nella Germania est, nasce un esteso parco fotovoltaico. È in luoghi come questi che ha senso installare distese di pannelli e impianti per la produzione di energie rinnovabili che sarebbero meno idonei in altre realtà ambientali.

Dal simbolo solare della Germania hitleriana (la svastica) al sol dell’avvenire sovietico, ecco finalmente un approdo costruttivo per la riconversione di aree militari dismesse come questa tedesca.

Un ri-uso che meriterebbe di recuperare posizioni nell’agenda pubblica e mediatica anche nel nostro Paese, dove molte strutture potrebbero essere riutilizzate produttivamente e a scopi pacifici; invece giacciono abbandonate, continuando a stonare con l’ambiente circostante.

In Germania in questo sono più avanti e quindi anche in questo campo si sta facendo qualcosa di più. Non a caso, la maggior parte degli studi di settore sono stati compiuti dal Bonn International Center for Conversion, dal cui portale web* si possono scaricare gratuitamente interi libri e report annuali sui temi del disarmo e della smilitarizzazione internazionale. Uno dei migliori esempi in tal senso è proprio in questa nazione.

All’inizio del 2009, l’azienda tedesca Juwi, infatti, ha iniziato a costruire, con i pannelli First Solar, un parco fotovoltaico presso l’ex base militare di Lieberose, nelle vicinanze di Cottbus.
Il sito era rimasto in disuso dagli anni Novanta, dopo la riunificazione, quando avvenne il ritiro definitivo dell’esercito sovietico.

Il sito si estende su 163 ettari. La riconversione è stata difficile soprattutto a causa della contaminazione di vaste aree dovuta alla presenza di residui tossici. La costruzione del parco fotovoltaico ha generato un beneficio ecologico legato alla riduzione di emissioni di CO2 per circa 35.000 tonnellate all’anno.

Questo progetto - per il quale sono stati stanziati in totale 5 milioni di euro - raddoppierà anche i benefici per l'ambiente perché, con i proventi della vendita di energia pulita derivante dalla tecnologia fotovoltaica, verrà finanziata la decontaminazione dagli agenti inquinanti e la bonifica da mine e residuati bellici dell’area militare dismessa. La produzione ha raggiunto, a oggi, 53 milioni di kWh, corrispondenti al consumo energetico annuo di quasi 15.000 famiglie.

Una volta che il piano sarà completato la centrale potrà anche essere aperta ai turisti.
Dopo la caduta del Muro di Berlino e la conseguente distensione, un po’ in tutta Europa e in altre aree nel mondo, si sono cominciate a riqualificare le aree militari anche se in Italia meno che nelle altre nazioni.

Un divario che sarebbe bene colmare anche perché - come nel caso tedesco - sono proprio queste le superfici che possono realizzare la migliore “performance d’uso” con impianti destinati a produrre energie rinnovabili.

*Per approfondimenti:
www.bicc.de

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