FILIERA VINICOLA

IL CALCOLO DELLA FRANCIACORTA

Categoria // Documenti, Work in Progress

Franciacorta* è il primo territorio viticolo italiano ad avviare un monitoraggio con un metodo condiviso in campo internazionale: il calcolatore Ita.Ca®, impiegato per misurare l’impronta carbonica e sviluppare un’analisi concreta della sostenibilità aziendale.

In linea con l’evoluzione del settore che impone maggior attenzione all’ambiente e al territorio, la Franciacorta ha avviato dal 2010 un programma volontario di autocontrollo.

L’elaborazione di Ita.Ca®, metodo che calcola l’impronta carbonica con l’obiettivo di ridurre impatto e consumo energetico, rappresenta il primo esperimento in Italia sia per la condivisione a livello territoriale tra le aziende che per la rilevanza internazionale del metodo ideato e utilizzato.

Ita.Ca®, nato da un accordo tra i maggiori Paesi viticoli in accordo con l’OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino), è il risultato della revisione del metodo IWCC (International Wine Carbon Calculator), che in accordo con WFA (Winemakers’ Federation of Australia, a sua volta in contatto con organismi analoghi di Sudafrica, Nuova Zelanda e California) è stato prima revisionato con Sata (Studio agronomico) e poi adattato alla realtà produttiva italiana.

Al progetto hanno collaborato anche gli esperti di Urs, multinazionale che si occupa di studi, elaborazioni e progettazioni sui temi della gestione del territorio e dell’ambiente.

Ita.Ca® è il primo calcolatore di emissioni specifico per la filiera vitivinicola valido non solo in Italia, ma autorevole anche a livello internazionale, tanto che il MIPAAF (Ministero delle Politiche Agrarie Alimentari e Forestali) ha chiesto agli esperti di Sata di rappresentare l’Italia nella specifica commissione internazionale dell’ OIV dedicata alla definizione di un unico protocollo mondiale a cui dovranno uniformarsi i calcolatori nazionali, come avvenuto appunto per Ita.Ca®.

Il sistema analizza tutte le emissioni di gas ad effetto serra (Ghg) dovute alle varie fasi della produzione, suddividendole secondo le responsabilità dell’attività: in campo, in cantina e nella rappresentanza.

Allo stesso modo, conformemente ai protocolli internazionali, vengono distinti i tre ambiti relativi alle emissioni:
1. da fonti fossili consumate in azienda o comunque da attività direttamente imputabili a essa
2. generate indirettamente dall’energia elettrica acquistata
3. attribuibili ai processi di produzione dei materiali acquistati e di smaltimento dei rifiuti.

Le emissioni dei diversi Ghg vengono trasformate in unità equivalenti di CO2 e si ottiene così l’impronta carbonica del processo produttivo.

Il concetto fondamentale è che il consumo energetico sia proporzionale alle emissioni in atmosfera, che l’energia sia un bene sempre più prezioso, da tutelare, che il controllo dei consumi sia opportunità di contenimento dei costi e che misurare la propria sostenibilità e proporre programmi di miglioramento significhi anche acquisire credibilità.

L’approccio franciacortino all’iniziativa approfondisce ulteriormente l’indagine valorizzando il ruolo ambientale del vigneto attraverso il computo della quantità di CO2 fissata irreversibilmente come sostanza organica nel suolo attraverso una gestione virtuosa del terreno, mentre non sono considerati eventuali certificati verdi acquistati da fonti esterne all’azienda.

Ita.ca® si prefigge inoltre di superare la misurazione delle emissioni per giungere a una valutazione oggettiva della complessità aziendale e quindi a indicazioni operative che migliorino gli aspetti agronomici, enologici, qualitativi e ambientali della filiera.

La strada lungo la quale il Consorzio Franciacorta si è incamminato è quella lungimirante del rispetto del territorio e per farlo ha avuto il sostegno e lo stimolo di aziende virtuose che grazie al lavoro collettivo consortile mirano a:
- conseguire consapevolezza dei propri consumi energetici e pianificare forme di contenimento;
- sensibilizzare i dipendenti verso una particolare attenzione al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto;
- informare il consumatore delle prerogative aziendali in termini di rispetto ambientale, dei progetti in corso e dell’evoluzione verso forme di gestione più sostenibili.
Per alcune aziende la prima fase d’indagine è già conclusa e sono già in condizione di programmare e mettere in atto azioni di contenimento del proprio impatto e dunque di fornire dati utili a stabilire prospettive reali per tutta l’area.

È così che si stanno affrontando, in particolare, punti essenziali della filiera tra cui emergono i metodi di fertilizzazione e di difesa fitosanitaria, l’adozione di fonti energetiche alternative, lo stimolo ai fornitori di materiali verso un proprio autocontrollo e quindi un virtuoso miglioramento “a cascata” della catena produttiva, la sensibilizzazione del personale aziendale a ridurre gli sprechi, ecc.

Le esperienze già maturate e i lavori in corso portano a fissare l’obiettivo minimo raggiungibile nel prossimo quinquennio per una riduzione di emissioni pari a 1200 tonnellate di CO2 equivalenti. In pratica, l’utilità espressa, in termini di abbattimento dell’effetto serra, di un bosco di 100 ettari appositamente gestito allo scopo.

Più a lungo termine, sarà possibile puntare ad altre e più drastiche forme di contenimento attraverso l’adattamento strutturale degli ambienti di lavoro, del condizionamento verso la produzione di nuove forme di packaging e la razionalizzazione dei trasporti e degli spostamenti.

L’analisi infatti si estende i tutte le fasi della produzione:
In campo: è tutto ciò che concerne la gestione e la cura di vigneti (oltre a oliveti e altre colture), da parte del personale aziendale e di terzi. Rientrano qui anche le valutazioni delle emissioni legate alla presenza di attività biologiche del terreno che sono profondamente influenzate anche dalle scelte di gestione agronomica.
In cantina: è l’attività inerente alla trasformazione del prodotto, dalla pigiatura fino all’imbottigliamento e alla spedizione.
Nella rappresentanza: sono tutte quelle attività a sostegno dell’impresa che riguardano la promozione, gli accordi commerciali e le relazioni che vanno a beneficio del reddito e della sostenibilità economica generale dell’azienda.

I vantaggi dovuti all’uso di impianti per produrre energia da sottoprodotti o da energie rinnovabili compaiono all’interno del calcolo con il risultato algebrico della differenza tra l’emissione determinata dall’energia consumata e da quella prodotta con questi sistemi.

L’applicazione di questo metodo da parte di ogni azienda deve diventare uno stimolo per ognuna di esse a migliorare il proprio processo produttivo in termini di sostenibilità ambientale e far diventare questo impegno un tema di comunicazione e un aspetto competitivo importante agli occhi dei consumatori.

L’insieme di queste valutazioni permette alle imprese di acquisire consapevolezza e di adottare le migliori strategie possibili per una crescita di tutto il territorio della Franciacorta nella direzione di un sempre maggiore ruolo di tutela del proprio ambiente, del paesaggio e della cultura vitivinicola, operando all’avanguardia e con lungimiranza nel panorama mondiale.

*Fondato il 5 marzo del 1990 con sede a Erbusco, nel cuore della Franciacorta, il Consorzio del Franciacorta è l’organismo che garantisce e controlla il rispetto della disciplina di produzione del Franciacorta, primo vino italiano ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, detto anche metodo classico. Il lavoro del Consorzio si articola in diverse attività: dalla tutela del marchio e del territorio, alla valorizzazione attraverso un continuo lavoro sul disciplinare e sul regolamento di produzione; dall’informazione al consumatore, alla vigilanza sui prodotti nella fase di commercio fino alla promozione del Franciacorta, quale espressione di un territorio, un vino e un metodo di produzione. Il Consorzio, presieduto da Maurizio Zanella, conta 104 cantine e 75 viticoltori.



Giulia Busnelli
Mercoledì, 15 Febbraio 2012

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