MA QUANDO ARRIVA QUESTO CONTO?
I ritardi nell'emanazione del V Conto Energia stanno oramai generando gli stessi effetti di panico nel mercato già conosciuti non più di un anno or sono in occasione dell'emanazione del Decreto Romani.

E' quanto sostiene il comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane) per bocca del presidente Cremonesi.
"La priorità per gli operatori industriali nazionali è che venga confermata la premialità del Made In (Europe) negli stessi valori economici - 3 centesimi di euro a kWh - già proposti dalla Conferenza Unificata in data 6 giugno 2012, cumulabili con quelli di egual importo dedicati allo smaltimento dell'amianto, formalmente accettati verbalmente dallo stesso sottosegretario De Vincenti. Siamo disposti a rinunciare all'innalzamento della soglia dai 12 ai 20 kw per l'accesso al Registro e 'alla sanatoria' che vedrebbe gli impianti non entrati ancora in esercizio a beneficiare delle tariffe incentivanti del IV Conto".
La richiesta nasce dall'unico scopo di salvaguardare la filiera italiana che si è messa in gioco con investimenti indotti dalla presenza nel IV Conto di una premialità aggiuntiva per il Made In e che ora, alla luce delle tariffe proposte, rischia di diventare totalmente inefficace.
Su un altro versante, Anev, Anie-Gifi, Aper, Assosolare e Ises Italia richiamano l'attenzione dell'autorità per l'energia elettrica e il gas a dare giusto peso a tutte le fonti rinnovabili nell'interesse del Paese e delle imprese in una rinnovata politica energetica.
Secondo le Associazioni le dichiarazioni del Presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas appaiono preoccupanti per l'intero sistema delle fonti rinnovabili elettriche: mettendo in competizione tra loro le diverse fonti rinnovabili sottraendo risorse alle rinnovabili elettriche per favorire invece le energie rinnovabili termiche e l'efficienza energetica, senza una ben precisa visione strategica del comparto industriale esistente che è tra i più attivi al mondo.
Le Associazioni che firmano l'appello ritengono invece che, essendo complementari tra loro, sia le fonti rinnovabili sia l'efficienza energetica debbano contribuire con pari dignità al soddisfacimento dei fabbisogni energetici, ambientali e sociali del Paese e si augurano che l'atteso nuovo Piano Energetico Nazionale sia ispirato a questi principi.
"La priorità per gli operatori industriali nazionali è che venga confermata la premialità del Made In (Europe) negli stessi valori economici - 3 centesimi di euro a kWh - già proposti dalla Conferenza Unificata in data 6 giugno 2012, cumulabili con quelli di egual importo dedicati allo smaltimento dell'amianto, formalmente accettati verbalmente dallo stesso sottosegretario De Vincenti. Siamo disposti a rinunciare all'innalzamento della soglia dai 12 ai 20 kw per l'accesso al Registro e 'alla sanatoria' che vedrebbe gli impianti non entrati ancora in esercizio a beneficiare delle tariffe incentivanti del IV Conto".
La richiesta nasce dall'unico scopo di salvaguardare la filiera italiana che si è messa in gioco con investimenti indotti dalla presenza nel IV Conto di una premialità aggiuntiva per il Made In e che ora, alla luce delle tariffe proposte, rischia di diventare totalmente inefficace.
Su un altro versante, Anev, Anie-Gifi, Aper, Assosolare e Ises Italia richiamano l'attenzione dell'autorità per l'energia elettrica e il gas a dare giusto peso a tutte le fonti rinnovabili nell'interesse del Paese e delle imprese in una rinnovata politica energetica.
Secondo le Associazioni le dichiarazioni del Presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas appaiono preoccupanti per l'intero sistema delle fonti rinnovabili elettriche: mettendo in competizione tra loro le diverse fonti rinnovabili sottraendo risorse alle rinnovabili elettriche per favorire invece le energie rinnovabili termiche e l'efficienza energetica, senza una ben precisa visione strategica del comparto industriale esistente che è tra i più attivi al mondo.
Le Associazioni che firmano l'appello ritengono invece che, essendo complementari tra loro, sia le fonti rinnovabili sia l'efficienza energetica debbano contribuire con pari dignità al soddisfacimento dei fabbisogni energetici, ambientali e sociali del Paese e si augurano che l'atteso nuovo Piano Energetico Nazionale sia ispirato a questi principi.
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